É veramente stancante e impegnativo?

Ci siamo sempre chiesti perché traslocare sia così stancante ed impegnativo. La psicologia stessa afferma sia un’attività stressante che mette alla dura prova le nostre doti organizzative. Nessuno è mai veramente pronto a traslocare, forse perché non si è mai veramente pronti a lasciare il posto che si sta lasciando, o forse perché semplicemente si sa già a cosa si andrà incontro: scatoloni, imballaggi, mille viaggi di andata e altrettanti di ritorno, rampe di scale e via dicendo.

Non è estraneo a nessuno di noi fare valigie e spostare mobili, tutti prima o poi fanno l’esperienza del trasloco, magari per lasciare il nido, magari per andare incontro a nuove avventure. Per ognuno di noi fare un passo del genere rappresenta qualcosa di diverso; il trasloco segna un momento nella vita di ognuno di noi in cui maturiamo e cambiamo il nostro stile di vita, in un modo o nell’altro. Per gli studenti fuorisede il trasloco non è affatto sconosciuto, e ognuno di loro ha una storia da raccontare legato ad esso, proprio perché ogni persona lo vive in maniera diversa.

Sul blog On The Movers, Kevin Fong racconta del suo spostamento come un tentativo fallito di organizzare e scegliere gli oggetti da portare con sé nella sua nuova abitazione. Dopo anni di università, finalmente il trasloco rappresentava l’inizio di una nuova vita, perciò avrebbe dovuto “lasciar andare” tutti quei libri e saggi accademici di cui non avrebbe più usufruito, ma erano così tanti che non era possibile per lui disfarsene. Tutti quei libri hanno rappresentato un capitolo della sua vita, e il trasloco non lo avrebbe aiutato a dimenticarlo, anzi.

I libri in sé non avevano un’importanza particolare, ma la loro presenza è la prova fisica che quel periodo è stato vissuto veramente e si è concluso. Il loro ordine non era rilevante, tant’è che Kevin parla di una vera e propria anarchia per quanto riguarda la loro organizzazione sugli scaffali della nuova casa. I suoi scatoloni erano pieni di oggetti privi di un qualsiasi ordine, tant’è che lui stesso scrive di aver fatto fatica a trovare il computer per poter raccontarci la sua storia, e che era ancora alla ricerca del suo caricatore.

Tutti questi elementi hanno fatto nascere in Kevin il dubbio che forse non era poi così necessario traslocare, che forse in fin dei conti si trovava benissimo dove viveva prima. Ma una volta spostato, l’anarchia della sua casa ha provocato un effetto contrario, gli ha fatto realizzare quanto un trasloco sia effettivamente un passo che cambia lo stile di vita di una persona, fa abbracciare nuove filosofie di vita.

È capitato anche a te come a Kevin di affrontare nuove sfide con il trasloco? Raccontaci la tua storia!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

dieci + 9 =